Stato di salute e stili di vita
Speranza di vita alla nascita e speranza di vita in buona salute alla nascita in Italia e in Piemonte
Il Piemonte è stata una delle Regioni con la più alta mortalità da COVID-19 nel 2020, che ha comportato una riduzione di quasi 1 anno e mezzo della speranza di vita rispetto al 2019. Dal 2021 lo shock è stato progressivamente assorbito e le stime del 2023 riportano un pieno recupero degli anni di vita attesa, pari a 83 anni, come nel 2019, il dato più alto degli ultimi 20 anni. Il guadagno degli anni di vita persi porta il Piemonte ad allinearsi, nel 2023, al valore medio dell’Italia (83,1 anni), ma a livelli inferiori rispetto al Nord (83,6 anni). I dati del Piemonte confermano la maggiore longevità delle donne (85,1 anni) rispetto agli uomini (81,0) con un divario di genere in linea con la media nazionale.
Se alla misurazione quantitativa di vita attesa, si affianca quella qualitativa della speranza di vita in buona salute, è possibile valutare i progressi compiuti in termini di accessibilità, qualità e sostenibilità dell’assistenza sanitaria. In Piemonte la speranza di vita in buona salute (60,1 anni) è inferiore a quella delle Regioni del Nord (-6 mesi), ma superiore al valore medio dell’Italia (59,2, + 11 mesi). Il Piemonte si colloca tra le Regioni che hanno la speranza di vita in linea con la media italiana e la speranza di vita in buona salute maggiore rispetto alla media nazionale; entrambi inferiori rispetto alla media del Nord. In Piemonte la stima degli anni attesi di vita non in buona salute è pari a 26,7 anni per le donne e 19 anni per gli uomini, con uno svantaggio del genere femminile che vive un periodo più lungo di vita non in buona salute.
Speranza di vita alla nascita e speranza di vita in buona salute alla nascita per Regione. Anno 2023
Fonte: elaborazione IRES Piemonte su dati BES, ISTAT 2024. Capitolo 3 Salute, Relazione Annuale IRES Piemonte 2024
Gli stili di vita della popolazione in Italia e in Piemonte
La pandemia ha notevolmente influenzato gli stili di vita della popolazione italiana, modificando il trend osservato per la maggior parte degli indicatori BES dell’ISTAT e portando a un riposizionamento degli stessi. Nell’ultimo anno in Piemonte si rileva il miglioramento della maggior parte degli indicatori su stili di vita e comportamenti a rischio sia nel confronto temporale che in quello territoriale; permane invece la criticità rispetto al consumo a rischio di alcol, che aumenta rispetto ai livelli pre-pandemici, con valori superiori rispetto alla media del Nord e nazionale. Attenzione particolare va riposta anche ai temi legati a sovrappeso e obesità e, più in generale, ai divari di genere, ai giovani e a gruppi di popolazione più vulnerabili e socialmente deprivati o svantaggiati. Si confermano gli stili di vita più salutari per le donne, con alcuni fenomeni da monitorare rispetto a fumo e alcol, fatta eccezione per i livelli di sedentarietà, peggiori rispetto agli uomini.
Indicatori su stili di vita e comportamenti a rischio della popolazione adulta in Italia e in Piemonte. Anni 2023, 2022 e 2019. Tassi standardizzati
Proporzioni standardizzate di persone che non praticano alcuna attività fisica, in eccesso di peso, con adeguata alimentazione, consumo a rischio di alcol e abitudine al fumo in Piemonte, Nord, Italia. Anni 2019-2023. Valori percentuali
Fonte: elaborazione IRES Piemonte su dati BES, ISTAT 2024. Capitolo 3 Salute, Relazione Annuale IRES Piemonte 2024
Il Piemonte presenta livelli di sedentarietà migliori rispetto alla media nazionale, ma peggiori rispetto al Nord. Nella nostra Regione si conferma che le donne sono più sedentarie (30,1%, + 2,1 p.p. rispetto agli uomini), in riduzione negli anni e con una forbice decisamente più ridotta rispetto alla media nazionale. La sedentarietà risulta più elevata al crescere dell’età, con una disparità generazionale. Nella nostra Regione si rileva l’esperienza positiva delle Palestre della Salute e occasioni di attività fisica all’aperto, quali gruppi di cammino.
Secondo l’OMS, una delle principali sfide per la salute pubblica a livello mondiale, è rappresentata dall’epidemia di obesità: la “globesity”. In Piemonte la quota di persone in eccesso di peso (pari a 39,9%) migliora nel 2023 con indicatori in diminuzione rispetto al 2022 (42,4%) e al 2019 (41,2%), ma si osserva una tendenza oscillatoria con aumenti e riduzioni nell’ultimo quinquennio. Il Piemonte è caratterizzato da livelli di eccesso di peso costantemente inferiori negli anni alla media nazionale e a quella delle Regioni del Nord. Il divario di genere vede lo svantaggio del genere maschile (pari al 48,3%, +16,4 p.p. rispetto alle donne). Sedentarietà ed eccesso di peso sono fattori di rischio fortemente associati: in Italia circa 1 persona su 4 non pratica attività sportiva e fisica ed è in sovrappeso o obesa. Il titolo di studio è risaputo essere un fattore protettivo: l’attenzione ai comportamenti più salutari è maggiore tra coloro che hanno un titolo di studio più elevato.
Il Piemonte è la Regione con la proporzione maggiore di persone che consuma giornalmente quantità adeguate di frutta e verdura (pari al 25,4%, +8,9 punti percentuali rispetto al valore medio italiano e +6,1 a quello del Nord). Dopo un peggioramento registrato dal 2020 al 2022, il comportamento più salutare, nel 2023, è in aumento in Regione, sia rispetto all’anno precedente sia al 2019 e si registra un divario di genere più marcato a svantaggio degli uomini (pari al 21,6%, -7,5 p.p. rispetto alle donne).
Il consumo di alcol è un fattore di rischio prevenibile, che può causare morte prematura, disabilità e oltre 200 malattie, tra cui alcuni tipi di tumore, disturbi neuropsichiatrici, malattie cardiovascolari, cirrosi epatica e diverse malattie infettive. In Piemonte aumenta con preoccupazione l’abitudine al consumo a rischio di bevande alcoliche nel 2023 (20,0%) sia rispetto al 2022 che al 2019 (18,1%). Il Piemonte ha livelli di eccesso di consumo di bevande alcoliche superiore rispetto alla media delle Regioni del Nord (18,3%) e nazionale (15,6%). Il divario di genere in Piemonte vede gli uomini con una proporzione di abitudini a rischio più che doppia rispetto alle donne (28,8%, + 17,3 punti percentuali di differenza).
Il fumo è considerato un fattore di rischio per diversi tipi di tumore, patologie respiratorie, cardiovascolari e altre malattie non neoplastiche ed una delle principali cause di malattia e morte. In Piemonte la proporzione di fumatori nel 2023 è pari al 18,9%, in significativo miglioramento rispetto al 2022 e al 2019. Il valore dell’indicatore osservato nel 2023 è il più basso degli ultimi 19 anni, inferiore rispetto alle Regioni del Nord (19,7%) e all’Italia (19,9%). Il gap di genere conferma la prevalenza di fumatori tra gli uomini (23,2%), +8,4 punti percentuali rispetto alle donne (14,8%, quota inferiore rispetto alla media femminile italiana). L’abitudine al fumo e il consumo a rischio di alcol sono fattori di rischio frequentemente associati e quasi una persona su quattro assume entrambi i comportamenti. Negli ultimi anni si sta assistendo alla diminuzione del fumo di tabacco nella maggior parte dei Paesi OCSE, anche per effetto delle politiche di contrasto al tabagismo, ma emerge sempre di più il consumo di sigarette elettroniche e di prodotti a tabacco riscaldato. Il fenomeno dell’uso di sigarette elettroniche, anche se coinvolge una porzione limitata della popolazione (pari al 3,2% delle persone di età pari o superiore a 15 anni nei Paesi OCSE), soprattutto quella giovanile, sta crescendo lentamente nel tempo (OCSE, 2023).
Per approfondimenti, si veda Capitolo Salute, Relazione Annuale IRES Piemonte, 2024.
Dati e statistiche di genere sono disponibili nei 10 numeri per far luce sulla salute di genere in Piemonte, a cura di G. Perino, S. Bellelli e G. Viberti, che fanno il punto sulla Salute della popolazione piemontese in un’ottica di genere ed evidenziano situazioni differenti a seconda delle diverse prospettive di analisi: aspettativa di vita e di buona salute, stili di vita e comportamenti legati alla prevenzione e alla promozione della salute, opportunità di accesso ai servizi sanitari e possibilità di carriera all’interno di questi e infine cosa prevede il PNRR in questo ambito.