Salute mentale

La salute mentale è riconosciuta dall’OMS come una componente fondamentale della salute e del benessere della popolazione e il periodo pandemico ha determinato un forte impatto sulle condizioni psicologiche ed emotive dei più giovani, in particolar modo delle ragazze, anche a causa delle limitazioni alla vita sociale e relazionale che sono perdurate nel tempo.

Il periodo pandemico ha messo in luce l’importanza della salute mentale: le combinazioni degli effetti diretti sulla salute e la perdita di vite insieme ad altri fattori, tra cui l’isolamento sociale, la perdita del lavoro e l’insicurezza finanziaria hanno contribuito in modo significativo al peggioramento della salute mentale delle persone durante l’emergenza da COVID-19 (c.d. “pandemic fatigue”) con un forte impatto sulle condizioni psicologiche ed emotive dei più giovani, in particolare delle ragazze (OCSE, 2020). L’OCSE identifica il disagio mentale come una delle categorie più ampie e in più rapida crescita del carico di malattia a livello mondiale con costi sociali stimati a oltre il 4% del PIL nei Paesi OCSE (OECD, 2021).

L’indice di salute mentale, fornisce, pur con i limiti di uno strumento di misurazione sintetica, un termometro del disagio psicologico delle persone di 14 anni e più, e varia da 0 a 100 con migliori condizioni di benessere mentale al crescere dei valori dell’indice.

Indice di salute mentale per le persone di 14 anni e più in Piemonte, Nord, Italia, per genere. Anni 2019 - 2023. Punteggi medi standardizzati

 

Fonte: Capitolo Salute, Relazione Annuale IRES Piemonte, 2024

Nel 2023, il Piemonte rileva un indice di benessere mentale (pari a 68,1) in linea con la media delle regioni del Nord- ovest e dell’Italia (68,7), ma peggiore rispetto al Nord (69,2). L’indicatore è pressoché stabile rispetto al 2022 e al 2019, dopo il progressivo peggioramento nel biennio pandemico 2020-2021, con una lieve flessione nell’ultimo anno che occorrerà monitorare per verificare il consolidamento della tendenza. Nell’ultimo anno si rileva il peggioramento del benessere psicologico nelle donne piemontesi: il gap tra donne e uomini è di 5,1 punti a svantaggio delle prime, in significativo aumento rispetto al 2022 (era 3,8) e al 2019 (era 4,2) e peggiore rispetto a quanto rilevato nel Nord e in Italia (4,3).

Secondo l’Istat, nove giovani su dieci tra i 16 ed i 24 anni dichiarano di essere in buone o molto buone condizioni di salute. Accanto a questo dato occorre rilevare che negli ultimi vent’anni sta peggiorando la loro salute mentale, in particolare per le ragazze. L’indice di salute mentale, già ridottosi nel 2021 in concomitanza del periodo pandemico (arrivando a 65,9 su 100 tra le ragazze), scende ulteriormente nel 2023 (da 68,2 del 2022 a 66,5).

Per quanto riguarda la popolazione dei più giovani la SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) ha evidenziato che la gran parte dei quadri depressivi esordiscono in adolescenza (1 femmina su 4 e 1 maschio su 10), ma spesso sono preceduti da altri disturbi come ad esempio quello del sonno. Il 59% dei soggetti con disturbi della condotta alimentare ha tra i 13 e 25 anni di età, il 6% ha meno di 12 anni, e il suicidio rappresenta la prima causa di morte in italia tra gli adolescenti (dati 2019). I dati dello studio ESPAD mostrano come gli studenti e le studentesse tra i 15 e i 19 anni che hanno fatto uso di psicofarmaci negli ultimi 12 mesi sono passati dal 6,6% del 2019 all’10,8% del 2022 in Italia e dal 7,2% all’11,4% in Piemonte. Emerge inoltre che i farmaci per i disturbi del sonno sono i più utilizzati indipendentemente dal genere e che tra il 2019 e il 2022, le ragazze che utilizzano psicofarmaci sono più del doppio rispetto ai coetanei maschi, sia a livello nazionale che regionale 

Per approfondimenti, si veda Capitolo Salute, Relazione Annuale IRES Piemonte, 2024. 

 

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